Categoria: Culatello

Animante Terra e Ambiente, il Vèdel premiato dalla Guida Gambero Rosso 2020

“Quando la sostenibilità è forma e sostanza. Valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti attraverso una cucina nel piano rispetto della terra, dell’ambiente e dell’uomo”. Recita queste parole il Premio speciale Terra e Ambiente Animante di Barone Pizzini, assegnato ad Al Vèdel in occasione della presentazione della Guida ai Ristoranti 2020 del Gambero Rosso.

Un premio che sottolinea l’attenzione da sempre dimostrata dal ristorante colornese nel valorizzare la tipicità della cucina parmense, riscoprendo ricette e materie prime che stavano scomparendo dai menù gourmet.

«Siamo molto felici per questa menzione che sottolinea l’attenzione rivolta al territorio e al prodotto tipico, elementi alla base della nostra storia gastronomica – ha commentato Marco Pizzigoni del Vedel, presente allo Sheraton Roma Hotel & Conference Center, insieme alla moglie Monica Bergonzi, durante la presentazione della Guida del Gambero Rosso.

«Pensiamo al Tortel Dols, una ricetta fortemente locale e poco conosciuta all’esterno, ma che racchiude in sé storia, cultura e territorio che nel corso degli anni è diventata una delle nostre ricette simbolo e piatto richiestissimo dai nostri ospiti – continua Pizzigoni -. Oppure l’interpretazione in chiave moderna del pesce di fiume, come anguilla e pesce gatto, due specie che nel passato facevano parte della nostra alimentazione quotidiana, ma che purtroppo sono progressivamente state abbandonate dalle cucine dei ristoranti. Senza dimenticare la tradizione della salumeria locale che per noi vuol dire storia e passione di famiglia».

Oltre al ristorante Al Vèdel, quest’anno il Premio speciale Terra e Ambiente è stato consegnato anche Al Convento di Cetara (Sa) e alla Locanda del Benaco di Salò (Bs). Ristoranti all’apparenza diversi, ma accumunati dalla capacità di interpretare la materia prima nel segno della sostenibilità e della riconoscibilità.

I sapori di primavera nella degustazione di Pasqua 2019

Come da tradizione, nei giorni di Pasqua e Pasquetta, il ristorante Al Vèdel propone ai propri ospiti una speciale degustazione dedicata ai sapori della primavera e ai piatti tipici del periodo. Chi deciderà di trascorrere le feste pasquali con la famiglia o gli amici al Vèdel, potrà quindi scegliere fra la varie proposte che caratterizzano la carta del periodo, oppure farsi tentare dallo speciale menù.

Degustazione di Pasqua 2019

ANTIPASTI
La speciale selezione di salumi del Podere Cadassa:
– Culatello di Zibello Dop 24 mesi,
– Salame strolghino naturale e gentile stagionato,
– Gola di Maiale Nero allo stato brado,
– Spalla cotta di San Secondo con la mostarda di verdura
Millefoglie di verdure primaverili

PRIMI PIATTI
Amarilli di pasta fresca ripieni al Culatello di Zibello Dop con crema al tarassaco
Risotto Vialone Nano con asparagi e burrata pugliese

SECONDO
Costolette di agnello neozelandese panate, con le patate arrostite e verdure brasate
(oppure)
Secreto di suino iberico con le sue patate arrostite e verdure brasate

DESSERT
È UNA MELA?
(Bavarese al mango con sorbetto alla fragola e brownies al cacao)

Costo al commensale (escluso il bere)…………………….. € 48,00 a commensale

Per info e prenotazioni: tel. 0521 816169

San Valentino e lo champagne Bruno Paillard

Se l’appetito vien mangiando, l’amore non è da meno. Soprattutto il 14 febbraio, nella giornata dedicata a tutti gli innamorati, celebrata dal ristorante Al Vèdel con il menù Lei&Lui. Dall’antipasto al dessert, le coppie potranno assaporare alcune specialità della cucina da condividere in un viaggio gastronomico fra territorio e creatività.
I commensali potranno inoltre decidere di scegliere entrambi lo stesso menù, oppure solo uno dei due. Il menù può infine essere arricchito da una bottiglia di Champagne Bruno Paillard per brindisi indimenticabili.

MENÙ SAN VALENTINO 2019
Antipasto
Per Lei: Sformato alla Zucca, fonduta al Parmigiano Reggiano morbido di collina e porcini trifolati con nuvola al Parmigiano Reggiano delle vacche rosse
Per Lui: Piccola tartare di Bue Bianco con crema di patate, uovo in camicia e tartufo nero
Per entrambi: Culatello di Zibello Dop, Spalla cruda di Palasone, salame di Maiale Nero di Parma stagionato

Primo piatto
Scrigno di Parma, ripieno con ravioli al pomodoro candito e crema di Parmigiano Reggiano

Secondo
Filetti di manzo alla Wellington (nostra rivisitazione) su letto di spinacini e salsa profumata al brandy

Dessert
Per Lei: Desirè, dolce con mango e mousse al cioccolato bianco
Per Lui: I Tre Cioccolati. Cremoso al fondente, namelaka al cioccolato bianco e gelato al cacao leggermente speziato

Piccola pasticceria
Caffè

Costo a commensale……………………………………€ 60,00 euro (120,00 euro la coppia)

Con bottiglia Champagne
Bruno Paillard Extra Brut Rosè (Reims) …………………….….…. € 180,00 euro la coppia

Richiesta la prenotazione al numero 0521 816169 o via mail info@alvedel.it

La degustazione di Pasqua ispirata ai sapori della primavera

Per trascorrere nel migliori dei modi le feste pasquali, il ristorante Al Vèdel propone a tutti i suoi ospiti un menù dedicato ai sapori genuini del territorio, abbinati a piacevoli note fresche dei primi piatti, senza dimenticare le tradizionali costolette d’agnello neozelandese.

Il menù di Pasqua potrà essere scelto per tutto il giorno di domenica 1° aprile e per il pranzo del lunedì di Pasquetta.

Degustazione di Pasqua 2018

Antipasti
La speciale selezione di salumi del Podere Cadassa:

Culatello di Zibello Dop 24 mesi

Salame Strolghino naturale e Salame Gentile stagionato

Gola di Maiale Nero allo stato brado

Spalla cotta di San Secondo con la mostarda di verdura

Sformato agli asparagi freschi

Primi piatti
Ravioli di Burrata e ragù di coniglio

Risotto Vialone Nano carbonaro con pancetta croccante e Pecorino di Pienza stagionato in grotta

Secondo
Costolette di Agnello neozelandese grigliate con le patate arrostite e verdure brasate
– oppure –
La tagliata di Bue adulto con le sue patate arrostite e verdure brasate

Dessert
Saint-Honorè, bignè alla crema al caramello su biscotto croccante

Caffè espresso selezione Lady Cafè

Costo a commensale…………………………………………………………….. 45,00 euro
(escluse le bevande)

Per info e prenotazioni tel. 0521 816169 o mail info@alvedel.it

San Valentino, per tutti gli innamorati una cena da Re e Regina

L’amore si assapora a piccoli bocconi, è fatto di sfumature, profumi e sensazioni, proprio come la cucina. Per questo il ristorante Al Vèdel, il 14 febbraio, è pronto ad accogliere le coppie di innamorati con il Menù di San Valentino, un viaggio fra eccellenze culinarie, capace di suscitare emozioni e aprire i cuori.

SPECIALE MENU LUI&LEI
SAN VALENTINO 2018

Antipasti
– Filetto di salmone fumé Scozzese Loch Fyne con insalata di rapa dolce e rapanelli, cialda croccante
– Il Re e la Regina: Culatello di Zibello dop Podere Cadassa 26 mesi, Spalla cruda di Palasone, serviti con tortino alla zucca

Primi piatti
– Tortellone di patate Vitellotte con cuore di carciofi e fonduta al blu del Monviso
– Scialatielli verdi al ragù di dentice, salsa al porro e concassè di pomodoro

Secondo
Filetti di branzino al vapore di timo, spaghetti di verdure, spinacini croccanti

Dessert
La Saint Honorè

Piccola pasticceria

Costo a commensale………………………………………..€ 50,00 (escluso il bere)

Per info e prenotazioni, tel. 0521 816169 o via mail info@alvedel.it

Gli chef Bergonzi, Romani e Rossetti per una sera insieme a Venezia

Ritrovarsi dopo tanto tempo uno al fianco dell’altro, facendo quello che più gli appassiona e accomuna: la cucina parmigiana. È successo a settembre al Ristorante Canova, all’interno del Baglioni Hotel Luna, in piazza San Marco a Venezia, dove attualmente lavora Alberto Rossetti, creativo chef di origini parmigiane che ha invitato i colleghi Enrico Bergonzi, patron del ristorante Al Vèdel e Fabio Romani del ristorante Romani a dare vita, tutti e tre insieme, a una serata gourmet dedicata a Parma, presentando agli ospiti del rinomato locale della Laguna i prodotti tipici e le ricette tradizionali della prima Città creativa per la Gastronomia Unesco in Italia.

Tre chef al Ristorante Canova, un viaggio fra le ricette tradizionali di Parma: è stato questo il titolo scelto per la cena a più mani che ha catturato, in un susseguirsi di tipicità, i palati dei tanti ospiti e turisti, soprattutto stranieri, realizzata anche grazie il prezioso contributo dello chef del Canova, Daniele Zennaro.

Il menu si è aperto con un piccolo benvenuto di scaglie di Parmigiano Reggiano 30 mesi e Strolghino Podere Cadassa per poi passare ai grandi salumi parmensi: Culatello di Zibello Dop e Salame Gentile, sempre del Podere Cadasa e Prosciutto di Parma. Un gioco di sapori proseguito con i Tortelli di erbetta abbinati al Fungo Porcino di Borgotaro Dop e la Rosa di Parma, filetto di carne farcito con Prosciutto crudo e Parmigiano Reggiano, servito con salsa al Tartufo nero. Infine il dessert, rappresentato dal Semifreddo al Nocino, con base croccante di noci e cioccolato.

NEWS / Da New Orleans a Colorno per imparare la cucina italiana

Una storia lunga 9 anni, da quando, a Bergamo, lo chef di New Orleans di origine israeliana Alon Shaya ha degustato per la prima volta il Salame Gentile del Podere Cadassa: «Il migliore salume che io abbia mai mangiato».

Dopo quell’assaggio lo chef Shaya si mise subito in contatto con Enrico Bergonzi per una visita al Podere Cadassa, esprimendo il desiderio di imparare sul campo l’arte dell’antica norcineria parmense. Detto, fatto. Alon arrivò così a Colorno, nel cuore della Food Valley, dove fu accolto da Enrico Bergonzi insieme alla moglie Edgarda Meldi che gli mostrarono, prima la salumeria artigianale parmense e poi i segreti della cucina tradizionale italiana. «Ho conosciuto la famiglia Bergonzi a 27 anni e da subito il loro affetto mi ha avvolto – spiega Alon -, quello che ci unisce non è solo un legame professionale, ma principalmente umano, di amicizia. Enrico e tutta la sua famiglia mi hanno fatto capire che la cucina e la gastronomia italiana sono soprattutto cultura e conoscenza: un insegnamento che porto sempre con me».

Shaya è un apprezzato chef della Louisiana, citato in molte guide culinarie e classifiche americane, con all’attivo ben 3 ristoranti: l’italiano “Domenica” all’interno dello storico Roosevelt Hotel, la pizzeria “Pizza Domenica” e il moderno ristorante di cucina israeliana “Shaya”. Un intelligente e competente chef che cerca di cogliere l’essenza dei piatti, non imitando, ma studiando con attenzione la gastronomia italiana per caratterizzare i propri locali con raffinati menu.

«Mi ricordo ancora lo stupore che ho provato alla vista della cantina storica dei Culatelli del Podere Cadassa, sembrava di essere in un set cinematografico; l’atmosfera che ho respirato e che tuttora ritrovo in questo luogo è magica, davvero unica» continua il ristoratore di New Orleans, ritornato a Colorno quest’estate insieme alla moglie Emily, per continuare la scoperta delle tipicità italiane: «Quelli del Podere Cadassa sono salumi eccellenti che offro nel mio ristorante, fra cui la Pancetta, il Salame Gentile, la Coppa».

«Per me è molto importante vedere da vicino la produzione artigianale dei salumi e parlare direttamente con chi realizza questi prodotti sublimi, come il Culatello di Zibello Dop – puntualizza Alon -. Per questo motivo ringrazio Enrico ed Edgarda che non solo rispondono alle mie domande, ma mi fanno immergere totalmente nella cultura gastronomica italiana, portandomi con loro in cucina per mostrare come nasce un tortello d’erbetta, un risotto, una mostarda o qualsiasi altra ricetta che assaggio nelle mie visite».

«Avevo già studiato la cucina italiana, ma quando 9 anni fa sono arrivato Al Vèdel, ho capito che c’era molto di più di quello che sapevo, tutto un mondo da approfondire». «Sono molto grato alla famiglia Bergonzi – conclude lo chef – ed è per questo che nel libro sulla cucina che sto scrivendo e che uscirà a breve ci saranno ben due capitoli dedicati al ristorante Al Vèdel».

NEWS / Il Culatello e lo Strolghino premiati al Great Taste 2016

Le stelle del Great Taste 2016 brillano per gli insaccati artigianali del Podere Cadassa che dal 1780 produce solo salumi tipici della Bassa parmense.
Quest’anno, oltre alla conferma delle 2 stelle (su un massimo di 3) per il Culatello di Zibello Dop nella categoria “salumi stagionati” – come già avvenuto nel 2014 -, per la prima volta è salito sul podio anche lo Strolghino incoronato con 1 stella nella categoria Salumi, sottocategoria “salami, stile continentale, freschi”.
Il Great Taste è il premio annuale organizzato dal Guild of Fine Food di Londra che può essere definito come l’Oscar internazionale del cibo. Una giuria selezionata di oltre 400 membri fra giornalisti ed esperti del settore Food, da marzo a luglio, assaggia, valuta e infine giudica le tipicità internazionali provenienti da ogni angolo del mondo, per individuare quelle più meritevoli di ricevere le prestigiose stelle del Great Taste.
Il Culatello di Zibello Dop presentato dal Podere Cadassa è un 20 mesi che la giuria ha definito: “Good texture, wonderful balance of flavours. Ratio of fat to meet was good. Excellent product”. Il Culatello di Zibello del Podere Cadassa è l’unico Dop certificato dal Consorzio di Tutela a essere stato premiato al Great Taste 2016, confermando l’impegno dell’azienda a valorizzare l’eccellenza della norcineria locale che si basa sulla qualità delle materie prime selezionate e sull’applicazione di altissimi livelli di sicurezza alimentare.
Lo Strolghino è invece l’unico, di questo genere, presente nella classifica del rinomato premio, definito dai giudici: “A balanced mix of fat and meat ratio. We liked the subtle clean flavour and soft texture”. Fra i salami prodotti nella Food Valley, lo Strolghino è senza dubbio uno dei più conosciuti, apprezzato soprattutto per la dolcezza e la morbidezza della carne che lo rendono ideale per antipasti e aperitivi. Il Podere Cadassa lo produce solo in modo artigianale, senza conservanti né coloranti, utilizzando esclusivamente carne proveniente da allevamenti di Emilia Romagna e Lombardia, sale, pepe e un goccio di miele.
«L’attenzione alla qualità dei salumi e alla loro “naturalezza” è da sempre uno dei nostri valori fondanti – commentano Enrico Bergonzi e Marco Pizzigoni, titolari dell’azienda -. Salumi genuini grazie ai quali riscoprire quel sapore inconfondibile della stagionatura in cantina, dove la regolazione dell’aria e dell’umidità è determinata solo dall’apertura manuale delle finestre. I prodotti artigianali, spesso considerati riservati alle élite di appassionati, hanno invece tutte le caratteristiche per posizionarsi nei grandi mercati. La qualità è la vera carta vincente. Oggi ancora di più che ieri. E per giocarla al meglio, occorre informare nel modo corretto il consumatore finale e valorizzare l’originale made in Italy».

NEWS / “Culatello”, pubblicato il Decreto che tutela il nome generico

Basta con l’indicazione impropria della denominazione “Culatello”, lo ha stabilito il Governo italiano che con il Decreto ministeriale del 26 maggio 2016 (Modifiche al decreto 21 settembre 2005 concernente la disciplina della produzione e della vendita di taluni prodotti di salumeria) pone un punto ben preciso per l’utilizzo sul mercato di questo termine. Dopo il vaglio della Commissione Europea sono, infatti, state definitivamente recepite le norme contenute nel Decreto Salumi dello scorso settembre. Una vittoria importante non solo per il Consorzio di Tutela del Culatello di Zibello e per l’Associazione Antichi Produttori, ma per tutti i consumatori che vedono così riconosciuto il diritto alla trasparenza e alla corretta informazione sugli alimenti acquistati.

In particolare il Decreto firmato dal Ministro dello Sviluppo economico e dal Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali – pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale numero 149 del 28/06/2016 – stabilisce che: «La denominazione Culatello è riservata al prodotto di salumeria stagionato, ottenuto dai muscoli crurali posteriori ed interni della coscia (bicipite femorale, semimembranoso e semitendinoso) del suino, totalmente privata della cotenna e parzialmente del grasso di copertura e separata completamente dalla sua base ossea e sezionata in modo da assumere forma “a pera”». Il Decreto dà inoltre indicazioni ben precise sui requisiti che riguardano taglio, ingredienti e modalità di produzione, peso, caratteristiche e presentazione del Culatello, come ad esempio l’utilizzo esclusivo di budelli naturali.

«Finalmente anche il termine “Culatello” ha un riconoscimento legale, individuando dei limiti all’utilizzo di questo nome – commenta soddisfatto Marco Pizzigoni del Podere Cadassa, presidente dell’Associazione Antichi Produttori -. Troppo spesso abbiamo visto sul mercato salumi con l’appellazione di “Culatello”, quando in realtà di culatello c’era ben poco. A volte non si trattava nemmeno di insaccati oppure ci si riferiva a salumi prodotti con altre carni rispetto al suino. Ora questo non sarà più possibile e i produttori che non rispetteranno la legge saranno puniti con sanzioni anche molto pesanti».

«La produzione del Culatello si basa sull’utilizzo di determinate parti anatomiche del maiale e la sua lavorazione avviene secondo procedure consolidate nel corso del tempo. Si tratta di un prodotto importante della salumeria italiana, il cui nome è stato spesso sfruttato per facili guadagni, creando confusione nel consumatore finale e danno a tutte quelle aziende che invece hanno sempre operato nel segno della trasparenza – continua Pizzigoni -. Regolamentare il termine “Culatello” ha un significato molto importante per i consumatori che in questo modo acquisiscono una migliore conoscenza del salume e del suo valore economico».

Il Dm riporta anche i termini entro i quali scadrà il periodo di proroga che permette ai produttori di smaltire i salumi già immessi sul mercato o etichettati prima dell’entrata in vigore della nuova normativa; scaduto questo tempo non si potrà più utilizzare il termine “Culatello” per i salumi che non rispettano i requisiti produttivi e di lavorazione riportati nel Decreto.

NEWS / I salumi naturali del Podere Cadassa a cena con le Stelle del Nord Est

Una serata di alta cucina e solidarietà, come testimoniato dalle oltre 600 persone che il 7 giugno hanno animato “A Cena con le Stelle del Nord Est”, l’evento gourmet ideato da Giovanni Chiades che in pochi anni ha saputo distinguersi come un appuntamento di riferimento per il settore Food.
A Cena con le Stelle del Nord Est è infatti un’occasione unica per vedere lavorare da vicino famosi chef stellati del Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige ed Emilia Romagna, a cui si affiancano selezionati produttori di “cose buone”, come sottolineato dagli stessi organizzatori.
Un percorso del gusto per conoscere proposte innovative e riscoprire sapori tradizionali, come il Culatello di Zibello Dop e gli altri salumi naturali del Podere Cadassa, presente all’evento insieme a Selecta.
Serviti sui taglieri d’autore del falegname artista Remo Pasquini, il Culatello di Zibello Dop 22 mesi, lo Strolghino, il Salame gentile, la Mariola cruda, la Pancetta, il Fiocchetto e la Spalla Cotta di San Secondo (rigorosamente calda e tagliata al coltello) hanno stuzzicato i palati dei tanti commensali che hanno animato la cena evento all’Antica Trattoria Ballotta di Torreglia (Pd).
I titolari del Podere Cadassa hanno subito accettato l’invito di Enrico Panzarasa, fra i promotori della serata, apprezzando lo scopo benefico dell’iniziativa e l’alta qualità della proposta culinaria. Il percorso del gusto realizzato nello spazio esterno del ristorante, permetteva infatti di assaporare ricette stellate, fermandosi a parlare con chef e produttori per conoscere i diversi piatti e approfondire caratteritiche e curiosità dei prodotti degustati, come nel caso dei salumi artigianali del Podere Cadassa.
Nel corso della cena, pubblico e giornalisti si sono fatti guidare in un percorso dei sensi, alternando diverse proposte culinarie, a partire dai salumi della Bassa parmense, lasciandosi conquistare dalla dolcezza della Spalla Cotta, dalla scioglievolezza della Pancetta o dal gusto unico dell’originale Culatello di Zibello Dop, apprezzandone la lenta e naturale stagionatura nella cantina storica di Colorno.

Photo credits Daniele Pistore