Gli chef Bergonzi, Romani e Rossetti per una sera insieme a Venezia

Ritrovarsi dopo tanto tempo uno al fianco dell’altro, facendo quello che più gli appassiona e accomuna: la cucina parmigiana. È successo a settembre al Ristorante Canova, all’interno del Baglioni Hotel Luna, in piazza San Marco a Venezia, dove attualmente lavora Alberto Rossetti, creativo chef di origini parmigiane che ha invitato i colleghi Enrico Bergonzi, patron del ristorante Al Vèdel e Fabio Romani del ristorante Romani a dare vita, tutti e tre insieme, a una serata gourmet dedicata a Parma, presentando agli ospiti del rinomato locale della Laguna i prodotti tipici e le ricette tradizionali della prima Città creativa per la Gastronomia Unesco in Italia.

Tre chef al Ristorante Canova, un viaggio fra le ricette tradizionali di Parma: è stato questo il titolo scelto per la cena a più mani che ha catturato, in un susseguirsi di tipicità, i palati dei tanti ospiti e turisti, soprattutto stranieri, realizzata anche grazie il prezioso contributo dello chef del Canova, Daniele Zennaro.

Il menu si è aperto con un piccolo benvenuto di scaglie di Parmigiano Reggiano 30 mesi e Strolghino Podere Cadassa per poi passare ai grandi salumi parmensi: Culatello di Zibello Dop e Salame Gentile, sempre del Podere Cadasa e Prosciutto di Parma. Un gioco di sapori proseguito con i Tortelli di erbetta abbinati al Fungo Porcino di Borgotaro Dop e la Rosa di Parma, filetto di carne farcito con Prosciutto crudo e Parmigiano Reggiano, servito con salsa al Tartufo nero. Infine il dessert, rappresentato dal Semifreddo al Nocino, con base croccante di noci e cioccolato.

Fish Taste, la cucina fluviale incontra il mare nella cena a 4 mani Chic

Il mese di luglio si apre con il primo evento Chic – Charming Italian Chef firmato da Enrico Bergonzi e dedicato interamente alla cucina di pesce. Il 5 luglio il ristorante Al Vèdel organizza infatti la cena a 4 mani Fish Taste, un viaggio tra fiume e mare, in un equilibrio dei sapori che vedrà protagonisti gli chef Bergonzi e l’ospite Flavio Costa, del ristorante 21.9 di Piobesi d’Alba.

Una serata dai sapori estivi, con ingredienti territoriali e sfumatore più esotiche, arricchiti dalle raffinate bollicine della Maison di Champagne Laurent-Perrier. Ad ogni piatto sarà abbinato il proprio calice, nella speciale selezione di: Laurent-Perrier La Cuvée, Laurent-Perrier Millésimé 2007, Laurent-Perrier Cuvée Rosé, Laurent-Perrier Demi Sec.

Oltre a Laurent-Perrier, sono partner della serata: Selecta SpA, Az. Agr. Cavalchini Riso Buono e Valverde.

Come sempre nelle cene Chic non mancherà la solidarietà con la donazione di parte del ricavato a sostegno della ricerca contro il Parkinson.

Inizio della cena ore 20. Info e prenotazioni: info@alvedel.it – 0521 816169

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MENU
FISH TASTE: la cucina fluviale incontra il mare

Aperitivo
Show-Cooking di Enrico e Flavio con finger food di mare e fiume
(Tinca, Carpa, Luccio Perca, Gamberi rossi di Porto Santo Spirito, Calamari)

Antipasto
Merluzzo salato da noi con carpione caldo al lime leggermente piccante
Vino: Laurent-Perrier La Cuvée

Primi piatti
Ravioli di Gamberi viola con salsa allo Champagne e alloro
Riso Carnaroli con tinca, carpa, piselli e menta fresca
Vino: Laurent-Perrier Millésimé 2007

Secondo
Trancio di rombo chiodato con gazpacio di pomodoro riccio di Parma, gnocchi verticali, cialda agli asparagi e cipolla rossa
Vino: Laurent-Perrier Cuvée Rosé

Dessert
Tegola al Cacao, mousse di Ivoire e mascarpone con frutta rossa
Vino: Laurent-Perrier Demi Sec

Costo della serata (vini inclusi)……………………………………………………………. Euro 65,00

È nato il Consorzio Parma Quality Restaurants

L’unione fa la forza. Un motto sempre attuale che Parma, città creativa della gastronomia UNESCO, ha fatto suo, in una felice rinascita nel segno della qualità e della progettualità condivisa. Ed è proprio da questi principi che è nato il Parma Quality Restaurants, il primo Consorzio dei ristoratori di città e provincia, presentato ufficialmente lunedì sera, in una serata di Gala che ha richiamato l’attenzione di istituzioni, associazioni, club di prodotto e realtà private, attive nella valorizzazione del sistema Parma.

L’evento si è svolto, non a caso, in ALMA, la Scuola internazionale di cucina italiana con sede a Colorno, luogo di riferimento per l’alta formazione nel campo della ristorazione. La ristorazione come concetto ampio che include cucina, sala e prodotto tipico è, infatti, la chiave di lettura per interpretare il Parma Quality Restaurants, costituito con il chiaro obiettivo di promuovere il grande patrimonio alimentare e dell’ospitalità della città, meta privilegiata del turismo enogastronomico. «La collaborazione con alcuni colleghi ristoratori dura da anni e insieme abbiamo capito che era giunto il momento di dare una forma precisa a questa sinergia, che fosse utile per tutto il sistema» esordisce Enrico Bergonzi, presidente del Parma Quality Restaurants, incalzato dalla brillante Francesca Barberini, conduttrice televisiva, chiamata a presentare la serata. E perché proprio un Consorzio? «Perché è una forma che ci garantisce autonomia e ci permette di parlare con gli altri interlocutori in modo indipendente – precisa Bergonzi -. Stare insieme dà forza a tutti e permette a tutti di crescere. Per questo stasera vi presentiamo, in anteprima, le divise del Parma Quality Restaurants che ci caratterizzeranno nelle nostre uscite come Consorzio».

«Siamo orgogliosi di indossarle e di farci ambasciatori di Parma, perché su queste giacche sono impressi dei marchi, diventati simbolo della qualità di un territorio – continua il presidente del Parma Quality Restaurants -, ci sono quelli dei Consorzi di tutela del Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, Culatello di Zibello e Vini dei Colli e quelli più istituzionali di Città creativa per la gastronomia Unesco e Parma Alimentare, nostri partner, a comunicare con forza la volontà di fare rete e di allargare sempre di più la squadra».

Altro tema che più volte è ritornato nei discorsi di Bergonzi è stato il concetto di ristorazione: «Ci tengo a sottolineare la parola “ristoratori” perché non possiamo fermarci solamente alla figura degli chef, senza considerare il personale di sala. Quello che cerca oggi il cliente e ancora di più nei prossimi anni, è il provare un’esperienza, lo stare bene. E una risposta può arrivare solo unendo, in un’unica realtà, la sala alla cucina».

Grande impulso alla scelta di fare squadra è arrivato con il riconoscimento Unesco «che è stato un momento di svolta per la nostra città, per valorizzare quell’immenso patrimonio enogastronomico, guardato con grande rispetto dall’estero» ricorda Cristiano Casa, assessore al Turismo del Comune di Parma, fra i primi promotori della candidatura ducale.

«La nascita del Parma Quality Restaurants è un forte segnale della volontà di collaborare – precisa Alessandra Foppiano, executive manager di Parma Alimentare -. Salutiamo con entusiasmo il nuovo Consorzio, sentendoci un po’ causa del progetto, perché da anni portiamo molti di questi ristoratori in giro per il mondo ad affiancarci nelle fiere internazionali».

«Alla ristorazione spetta anche il compito della formazione, del creare le opportunità per le nuove generazioni – punta invece l’attenzione Andrea Sinigaglia, general manager di ALMA –, un tema molto importante sul quale il Consorzio può affiancare la Scuola. Vorrei quindi chiedere a questi ambasciatori, di tenere sempre uno spazio aperto per la formazione dei futuri ristoratori».

La serata – con sponsor Ascom, Coppini Arte Olearia e Selecta – è proseguita con aperitivo e cena realizzati dai ristoratori insieme al loro personale di cucina e sala, in un’unica grande brigata contraddistinta dal marchio Parma Quality Restaurants. A rafforzare il legame con il territorio la scelta del menu “km Parma” che ha permesso di degustare le grandi Dop, ma anche le eccellenze di piccoli agricoltori e allevatori locali, presidio di una varietà alimentare che collega la Bassa all’Appennino. Salumi, formaggi, pesce, carni bio, farine e cereali di varietà antiche, composte di frutta e verdura, olio, lumache, gelato gastronomico e dolci verdiani, senza dimenticare i vini di Parma, hanno portato nel piatto l’eccellenza enogastronomica di questa terra.

Programma 2017: Il calendario del Parma Quality Restaurants è già entrato nel vivo con la partecipazione a Cibus Connect al fianco di aziende del settore Food, iniziative contro lo spreco alimentare con il Comune di Parma, spazio ristorante al Gola Gola Festival di Parma dove i membri del PQR proporranno un menu Unesco con gli chef delle Città creative per la gastronomia (ospiti per la prima volta della città), fino ad arrivare alle uscite internazionali di novembre.

Il Parma Quality Restaurants:
Ristorante Al Vèdel (Colorno)
Al Tramezzo (Parma)
Trattoria Il Cortile (Parma)
Podere San Faustino (Fidenza)
Trattoria Antichi Sapori (Gaione)
Trattoria I Du Matt (Parma)
Ristorante Antica Hostaria Tre Ville (Parma)
Ristorante Da Rita (Valditacca)
La Porta a Viarolo (Viarolo)
Ristorante Alle Roncole (Roncole Verdi di Busseto)
Ristorante 12 Monaci (Fontevivo)
Ristorante Unicorno (Monticelli Terme)
Vecchia Fucina (Traversetolo)
Bolle in Pentola (Parma)
Osteria dei Mascalzoni (Parma)
Ristorante Romani (Vicomero)
Giorgione’s (Varano de’ Melegari)
Borgo20 (Parma)
Trattoria del Cacciatore (Frassinara di Sorbolo)

Charming Italian Chef: Enrico Bergonzi è entrato in Chic

Da quest’anno anche Enrico Bergonzi, del ristorante Al Vèdel, è Chic – Charming Italian Chef con l’ingresso ufficiale nell’associazione di professionisti della cucina italiana che vanta oltre 100 iscritti in Italia e nel mondo (8 in Emilia Romagna, di cui 3 a Parma), con una cinquantina di stelle Michelin.

L’associazione si è da poca riunita nell’annuale congresso con la presentazione della Guida 2017-18, dei nuovi membri e delle prossime iniziative che vedranno impegnati i cuochi e gli altri professionisti Chic in cene a più mani, valorizzazione della sostenibilità e della tradizione alimentare made in Italy. Charming Italian Chef è nata nel 2009 con l’obiettivo di promuovere la creatività che da sempre contraddistingue la cucina italiana, nel rispetto della tradizione alimentare e della qualità delle materie prime.

In pochi anni, l’associazione, presieduta dallo stellato Paolo Barrale del Marennà di Sorbo Serbico e diretta da Raffaele Geminiani, è cresciuta, diventando una delle più autorevoli del settore e piattaforma per lo scambio di esperienze e interazione continua fra i soci, nel segno della ristorazione di alto livello. L’iscrizione non è immediata, ma occorre dimostrare di avere una specifica formazione e un percorso professionale di comprovato spessore, ai quali si uniscono estro culinario nell’interpretare il grande patrimonio di prodotti e tradizioni italiane.

À la table du Chocolate: il 10 febbraio la cena con i cioccolati Valrhona

Una cena a quattro mani dedicata interamente al cioccolato d’artista, in un crescendo di sapori e intensità aromatiche. “À la table du Chocolate” è la speciale serata che andrà in scena al ristorante Al Vèdel, venerdì 10 febbraio, con un menu d’eccezione dominato dall’oro nero della pasticceria, quello firmato Valrhona, maison francese che dal 1922 seleziona e produce vere eccellenze artigianali, apprezzate in tutto il mondo.

Per l’occasione a fianco di Enrico Bergonzi, chef patron dello storico ristorante parmense e del suo staff, ci sarà il pastry chef Franco Ascari, consulente di prestigiosi marchi del settore, fra cui la stessa Valrhona e Selecta, partner dell’evento e distributore esclusivo per l’Italia del famoso brand.

Ascari inizia il suo percorso di formazione nell’alta ristorazione a Modena, prima da Bibendum e poi al Franceschetta 58, per continuare la sua attività di cuoco con Aurora Mazzucchelli al Marconi e Bruno Barbieri all’Arquade. L’amore con la pasticceria nasce dall’incontro con il panettone di Gino Fabbri che convince Ascari a dedicarsi totalmente a questo settore, fino a partecipare all’Ecole du Grand Chocolat Valrhona.

“À la table du Chocolate” si presenta come un evento intenzionato a sorprendere anche i palati più esigenti e tradizionali, offrendo nuove prospettive culinarie e abbinamenti inaspettati tra cioccolato e portate di terra e mare. Dall’aperitivo che vedrà l’alternarsi di ostriche della Bretagna, fingerfood con formaggi di capra, scaloppa di fegato grasso e focacce, il tutto arricchito dai cioccolati del Sud America e Africa, fino ai secondi con la carne di cinghiale pralinata con oro e cioccolato Kalingo, passando dai primi piatti con la sfoglia emiliana che abbraccia l’amaro e il dolce dei cioccolati Valrhona. In chiusura, oltre all’esotico dessert, ci si potrà fare tentare da una selezionata degustazione di cioccolati e rum.

Gioie per il palato arriveranno infine dalla cantina de Al Vèdel che in accompagnamento al menu proporrà calici di prestigiosi vini italiani firmati Berlucchi, Villa Papiano e Torre D’Orti.

MENU “À LA TABLE DU CHOCOLATE”

 Aperitivo
Cocktail al cioccolato Nyangbo (Ghana)
Ostrica della Bretagna con purea alla rapa rossa e Gianduia
Bignè salato al formaggio di capra e Macaé (Brasile)
Scaloppa di fegato grasso d’anatra con mela e salsa al Manjari (Madagascar)
Focaccia con Grué (granella di cacao venezuelano tostato) e guacamole

Menu
Millefoglie con mousse ai broccoli, cialda al cacao amaro, mantecato di baccalà e cotechino
Tortelli al cioccolato Abinao con ragù di coniglio
Intermezzo di consommé
Gnocchi al cacao con fonduta al Taleggio e mare

Medaglione di cinghiale pralinato con oro
e cioccolato Kalingo (Grenada), sformato al topinambur e burro di cacao

Sorbetto di Grué di cacao e lime
Cremoso Itakuja 55%, vellutata esotica e gel di basilico

— Degustazione di cioccolati e rum —

Caffè

Vini
Cuvée Imperiale Demi Sec Berlucchi
Albana Terra Villa Papiano
Amarone Della Valpolicella Torre D’Orti

Vino da dessert: Albana di Romagna Tregenda Villa Papiano

Inizio cena ore 20

Costo a commensale 60 euro

Richiesta prenotazione: tel. 0521 816169 – mail: info@alvedel.it

NEWS / Parma Quality Restaurants: Bergonzi presidente del Consorzio

I ristoratori di Parma fanno squadra e uniscono le forze nel segno della qualità e della tipicità made in Food Valley. Si fonda su questi valori il Parma Quality Restaurants, il primo Consorzio dei ristoratori del territorio, nato dalla volontà diretta dei protagonisti della cucina locale e sostenuto fin dall’inizio da Ascom.

«Parma non è solo un elenco di cuochi, ma un sistema di alta ristorazione a 360 gradi – racconta Enrico Bergonzi, presidente di Parma Quality Restaurants -. Questo significa che non possiamo continuare a parlare esclusivamente di chef e cucina, ma è arrivato il momento di ampliare lo sguardo, ponendo l’attenzione su aspetti altrettanto fondamentali, come la sala, l’ospitalità e il prodotto tipico. Il Consorzio nasce proprio come strumento per valorizzare questo grande patrimonio che fa di Parma e di tutto il suo territorio, un’eccellenza a livello internazionale».

La neonata realtà è stata presentata ufficialmente al pubblico e alla stampa nel corso delle celebrazioni per il primo compleanno di Parma Città Creativa della Gastronomia Unesco, con una grande festa di piazza l’11 dicembre, fatta di video proiezioni, giochi di luci sui palazzi storici, musica e un ricco buffet offerto a tutti i passanti.

«Il Consorzio rappresenta il traguardo naturale di un discorso nato tempo fa con un gruppo di colleghi e amici e che si è progressivamente rafforzato con il riconoscimento Unesco di Città Creativa della Gastronomia – spiega Bergonzi -. Parma, la prima città italiana a ottenere questo titolo, non poteva più permettersi di muoversi in modo disconnesso, ognuno in base ai propri interessi, ma era arrivato il momento di fare squadra, di concretizzare quel “Sistema Parma” di cui tanto si parla. Mettersi insieme e unire le forze si è dimostrato indispensabile, perché solo così possiamo migliore tutti e offrire una qualità sempre maggiore e trasversale ai tanti turisti e viaggiatori del gusto che scelgono di visitare la nostra provincia».

Il Consorzio nasce con uno spirito fortemente inclusivo, dove a fianco della cucina tradizionale si pone quella creativa, a fianco dell’osteria il ristorante rinomato: l’importante è che ciò avvenga nel rispetto del territorio e delle sue materie prime. Inizialmente il progetto è stato promosso da una ventina di ristoratori, per dare, in tempi rapidi, una forma legale al Consorzio e dei contenuti ben chiari, poi da gennaio si inizierà a crescere, accogliendo il maggior numero di membri che condivideranno i valori del fare squadra con iniziative comuni dentro e fuori i confini locali.

NEWS / A Natale il Culatello del Podere Cadassa diventa fashion

Rosa shocking e verde smeraldo sono i colori scelti per le nuove confezioni regalo del Culatello di Zibello Dop del Podere Cadassa.

Nascono nel segno del divertimento e della tendenza le novità 2016 della linea di packaging “Dop Art”, ideata dal salumificio storico di Colorno (Pr) per il Re dei salumi. Ancora una volta la creatività incontra la tradizione per vestire sua maestà il Culatello. Il gusto e la genuinità di sempre (garantite dalla Dop), ma racchiusi in confezioni fashion, ideali per un originale regalo da mettere sotto l’Albero e collezionare a ogni edizione.

Il maialino della Food Valley resta il protagonista delle due confezioni 2016, con taglio giocoso, nel puro spirito della Bassa parmense. Dall’agente segreto sulle orme del gusto “Dop Secret” fino alla star hollywoodiana, perché sorridere e prendersi un po’ in giro è il migliore modo per iniziare ad assaporare l’eccellenza della norcineria italiana.

La salumeria artigianale made in Parma vanta anche altri eccellenti prodotti che non mancano mai sulle tavole di Natale e Capodanno. Per i pranzi e le cene di fine anno si potrà quindi scegliere tra Strolghino e Cotechino, realizzati sempre a mano dai norcini del Podere Cadassa, e custoditi nelle raffinate confezioni scure con scritte a caldo, pensate per i più golosi che non vogliono però rinunciare all’eleganza dello stile italiano.

NEWS / Menu firmato Al Vèdel per l’inaugurazione del Ponte Nord di Parma

Atmosfere verdiane, performance artistiche e cena di gala hanno illuminato per una notte il Ponte Nord, nel primo evento pubblico organizzato all’interno della struttura sospesa alle porte del centro di Parma. “A cena con Verdi” è il nome della serata inserita nella rassegna “Verdi off”, andata in scena il 23 ottobre, grazie alle associazioni “Parma Io ci Sto!” e “360° Creativity Events” che ha visto fra i protagonisti anche il ristorante Al Vèdel, chiamato a coordinare la brigata di chef responsabile della cena.
In un’atmosfera elegante e moderna, gli ospiti hanno potuto assaporare un menu realizzato con prodotti tipici del territorio e materie prime di stagione. La serata è stata aperta da un percorso del gusto attraverso varie isole con i salumi naturali del Podere Cadassa, come Culatello di Zibello Dop e Strolghino, piccole delizie, fra le quali tortini di carciofi, quiche di verdure e bastoncini vari in tempura, tartare di Bue piemontese con erbe aromatiche, mini coni ripieni, fino a giungere alla profumata Isola dei formaggi.
La cena è poi proseguita ai tavoli, illuminati da candele per lasciare liberi i sensi di esplorare le diverse portate, mentre in sala si alternavano esibizioni canore e acrobatiche. Le note musicali si sono così fuse con quelle del palato, stuzzicati dai piatti ideati dallo staff del Vèdel: Ravioli alla mela renetta con Pecorino di Fossa e tartufo nero, Torchietti con ragù di carciofi e Porcini di Borgotaro, Coscia d’oca in confit con le sue patate e Piccolo sformato alle verdure. E per finire, la sorpresa del dessert “Otello il Moro”. Il tutto accompagnato dai vini delle colline parmensi in un evento applaudito dal pubblico, con la presenza di volti noti della tv, come il conduttore Ezio Greggio e la show girl Giorgia Palmas.

NEWS / Da New Orleans a Colorno per imparare la cucina italiana

Una storia lunga 9 anni, da quando, a Bergamo, lo chef di New Orleans di origine israeliana Alon Shaya ha degustato per la prima volta il Salame Gentile del Podere Cadassa: «Il migliore salume che io abbia mai mangiato».

Dopo quell’assaggio lo chef Shaya si mise subito in contatto con Enrico Bergonzi per una visita al Podere Cadassa, esprimendo il desiderio di imparare sul campo l’arte dell’antica norcineria parmense. Detto, fatto. Alon arrivò così a Colorno, nel cuore della Food Valley, dove fu accolto da Enrico Bergonzi insieme alla moglie Edgarda Meldi che gli mostrarono, prima la salumeria artigianale parmense e poi i segreti della cucina tradizionale italiana. «Ho conosciuto la famiglia Bergonzi a 27 anni e da subito il loro affetto mi ha avvolto – spiega Alon -, quello che ci unisce non è solo un legame professionale, ma principalmente umano, di amicizia. Enrico e tutta la sua famiglia mi hanno fatto capire che la cucina e la gastronomia italiana sono soprattutto cultura e conoscenza: un insegnamento che porto sempre con me».

Shaya è un apprezzato chef della Louisiana, citato in molte guide culinarie e classifiche americane, con all’attivo ben 3 ristoranti: l’italiano “Domenica” all’interno dello storico Roosevelt Hotel, la pizzeria “Pizza Domenica” e il moderno ristorante di cucina israeliana “Shaya”. Un intelligente e competente chef che cerca di cogliere l’essenza dei piatti, non imitando, ma studiando con attenzione la gastronomia italiana per caratterizzare i propri locali con raffinati menu.

«Mi ricordo ancora lo stupore che ho provato alla vista della cantina storica dei Culatelli del Podere Cadassa, sembrava di essere in un set cinematografico; l’atmosfera che ho respirato e che tuttora ritrovo in questo luogo è magica, davvero unica» continua il ristoratore di New Orleans, ritornato a Colorno quest’estate insieme alla moglie Emily, per continuare la scoperta delle tipicità italiane: «Quelli del Podere Cadassa sono salumi eccellenti che offro nel mio ristorante, fra cui la Pancetta, il Salame Gentile, la Coppa».

«Per me è molto importante vedere da vicino la produzione artigianale dei salumi e parlare direttamente con chi realizza questi prodotti sublimi, come il Culatello di Zibello Dop – puntualizza Alon -. Per questo motivo ringrazio Enrico ed Edgarda che non solo rispondono alle mie domande, ma mi fanno immergere totalmente nella cultura gastronomica italiana, portandomi con loro in cucina per mostrare come nasce un tortello d’erbetta, un risotto, una mostarda o qualsiasi altra ricetta che assaggio nelle mie visite».

«Avevo già studiato la cucina italiana, ma quando 9 anni fa sono arrivato Al Vèdel, ho capito che c’era molto di più di quello che sapevo, tutto un mondo da approfondire». «Sono molto grato alla famiglia Bergonzi – conclude lo chef – ed è per questo che nel libro sulla cucina che sto scrivendo e che uscirà a breve ci saranno ben due capitoli dedicati al ristorante Al Vèdel».

NEWS / Il Culatello e lo Strolghino premiati al Great Taste 2016

Le stelle del Great Taste 2016 brillano per gli insaccati artigianali del Podere Cadassa che dal 1780 produce solo salumi tipici della Bassa parmense.
Quest’anno, oltre alla conferma delle 2 stelle (su un massimo di 3) per il Culatello di Zibello Dop nella categoria “salumi stagionati” – come già avvenuto nel 2014 -, per la prima volta è salito sul podio anche lo Strolghino incoronato con 1 stella nella categoria Salumi, sottocategoria “salami, stile continentale, freschi”.
Il Great Taste è il premio annuale organizzato dal Guild of Fine Food di Londra che può essere definito come l’Oscar internazionale del cibo. Una giuria selezionata di oltre 400 membri fra giornalisti ed esperti del settore Food, da marzo a luglio, assaggia, valuta e infine giudica le tipicità internazionali provenienti da ogni angolo del mondo, per individuare quelle più meritevoli di ricevere le prestigiose stelle del Great Taste.
Il Culatello di Zibello Dop presentato dal Podere Cadassa è un 20 mesi che la giuria ha definito: “Good texture, wonderful balance of flavours. Ratio of fat to meet was good. Excellent product”. Il Culatello di Zibello del Podere Cadassa è l’unico Dop certificato dal Consorzio di Tutela a essere stato premiato al Great Taste 2016, confermando l’impegno dell’azienda a valorizzare l’eccellenza della norcineria locale che si basa sulla qualità delle materie prime selezionate e sull’applicazione di altissimi livelli di sicurezza alimentare.
Lo Strolghino è invece l’unico, di questo genere, presente nella classifica del rinomato premio, definito dai giudici: “A balanced mix of fat and meat ratio. We liked the subtle clean flavour and soft texture”. Fra i salami prodotti nella Food Valley, lo Strolghino è senza dubbio uno dei più conosciuti, apprezzato soprattutto per la dolcezza e la morbidezza della carne che lo rendono ideale per antipasti e aperitivi. Il Podere Cadassa lo produce solo in modo artigianale, senza conservanti né coloranti, utilizzando esclusivamente carne proveniente da allevamenti di Emilia Romagna e Lombardia, sale, pepe e un goccio di miele.
«L’attenzione alla qualità dei salumi e alla loro “naturalezza” è da sempre uno dei nostri valori fondanti – commentano Enrico Bergonzi e Marco Pizzigoni, titolari dell’azienda -. Salumi genuini grazie ai quali riscoprire quel sapore inconfondibile della stagionatura in cantina, dove la regolazione dell’aria e dell’umidità è determinata solo dall’apertura manuale delle finestre. I prodotti artigianali, spesso considerati riservati alle élite di appassionati, hanno invece tutte le caratteristiche per posizionarsi nei grandi mercati. La qualità è la vera carta vincente. Oggi ancora di più che ieri. E per giocarla al meglio, occorre informare nel modo corretto il consumatore finale e valorizzare l’originale made in Italy».