Tag: Al Vedel

À la table du Chocolate: il 10 febbraio la cena con i cioccolati Valrhona

Una cena a quattro mani dedicata interamente al cioccolato d’artista, in un crescendo di sapori e intensità aromatiche. “À la table du Chocolate” è la speciale serata che andrà in scena al ristorante Al Vèdel, venerdì 10 febbraio, con un menu d’eccezione dominato dall’oro nero della pasticceria, quello firmato Valrhona, maison francese che dal 1922 seleziona e produce vere eccellenze artigianali, apprezzate in tutto il mondo.

Per l’occasione a fianco di Enrico Bergonzi, chef patron dello storico ristorante parmense e del suo staff, ci sarà il pastry chef Franco Ascari, consulente di prestigiosi marchi del settore, fra cui la stessa Valrhona e Selecta, partner dell’evento e distributore esclusivo per l’Italia del famoso brand.

Ascari inizia il suo percorso di formazione nell’alta ristorazione a Modena, prima da Bibendum e poi al Franceschetta 58, per continuare la sua attività di cuoco con Aurora Mazzucchelli al Marconi e Bruno Barbieri all’Arquade. L’amore con la pasticceria nasce dall’incontro con il panettone di Gino Fabbri che convince Ascari a dedicarsi totalmente a questo settore, fino a partecipare all’Ecole du Grand Chocolat Valrhona.

“À la table du Chocolate” si presenta come un evento intenzionato a sorprendere anche i palati più esigenti e tradizionali, offrendo nuove prospettive culinarie e abbinamenti inaspettati tra cioccolato e portate di terra e mare. Dall’aperitivo che vedrà l’alternarsi di ostriche della Bretagna, fingerfood con formaggi di capra, scaloppa di fegato grasso e focacce, il tutto arricchito dai cioccolati del Sud America e Africa, fino ai secondi con la carne di cinghiale pralinata con oro e cioccolato Kalingo, passando dai primi piatti con la sfoglia emiliana che abbraccia l’amaro e il dolce dei cioccolati Valrhona. In chiusura, oltre all’esotico dessert, ci si potrà fare tentare da una selezionata degustazione di cioccolati e rum.

Gioie per il palato arriveranno infine dalla cantina de Al Vèdel che in accompagnamento al menu proporrà calici di prestigiosi vini italiani firmati Berlucchi, Villa Papiano e Torre D’Orti.

MENU “À LA TABLE DU CHOCOLATE”

 Aperitivo
Cocktail al cioccolato Nyangbo (Ghana)
Ostrica della Bretagna con purea alla rapa rossa e Gianduia
Bignè salato al formaggio di capra e Macaé (Brasile)
Scaloppa di fegato grasso d’anatra con mela e salsa al Manjari (Madagascar)
Focaccia con Grué (granella di cacao venezuelano tostato) e guacamole

Menu
Millefoglie con mousse ai broccoli, cialda al cacao amaro, mantecato di baccalà e cotechino
Tortelli al cioccolato Abinao con ragù di coniglio
Intermezzo di consommé
Gnocchi al cacao con fonduta al Taleggio e mare

Medaglione di cinghiale pralinato con oro
e cioccolato Kalingo (Grenada), sformato al topinambur e burro di cacao

Sorbetto di Grué di cacao e lime
Cremoso Itakuja 55%, vellutata esotica e gel di basilico

— Degustazione di cioccolati e rum —

Caffè

Vini
Cuvée Imperiale Demi Sec Berlucchi
Albana Terra Villa Papiano
Amarone Della Valpolicella Torre D’Orti

Vino da dessert: Albana di Romagna Tregenda Villa Papiano

Inizio cena ore 20

Costo a commensale 60 euro

Richiesta prenotazione: tel. 0521 816169 – mail: info@alvedel.it

NEWS / A Natale il Culatello del Podere Cadassa diventa fashion

Rosa shocking e verde smeraldo sono i colori scelti per le nuove confezioni regalo del Culatello di Zibello Dop del Podere Cadassa.

Nascono nel segno del divertimento e della tendenza le novità 2016 della linea di packaging “Dop Art”, ideata dal salumificio storico di Colorno (Pr) per il Re dei salumi. Ancora una volta la creatività incontra la tradizione per vestire sua maestà il Culatello. Il gusto e la genuinità di sempre (garantite dalla Dop), ma racchiusi in confezioni fashion, ideali per un originale regalo da mettere sotto l’Albero e collezionare a ogni edizione.

Il maialino della Food Valley resta il protagonista delle due confezioni 2016, con taglio giocoso, nel puro spirito della Bassa parmense. Dall’agente segreto sulle orme del gusto “Dop Secret” fino alla star hollywoodiana, perché sorridere e prendersi un po’ in giro è il migliore modo per iniziare ad assaporare l’eccellenza della norcineria italiana.

La salumeria artigianale made in Parma vanta anche altri eccellenti prodotti che non mancano mai sulle tavole di Natale e Capodanno. Per i pranzi e le cene di fine anno si potrà quindi scegliere tra Strolghino e Cotechino, realizzati sempre a mano dai norcini del Podere Cadassa, e custoditi nelle raffinate confezioni scure con scritte a caldo, pensate per i più golosi che non vogliono però rinunciare all’eleganza dello stile italiano.

NEWS / Il 30 gennaio a tavola con la “Maialata” e i piatti “poveri”

“Del maiale non si butta via nulla” recita un famoso detto, ispirato dall’antica arte della norcineria che regala alle nostre tavole nobili salumi lavorati a mano.

Ed è proprio gennaio il mese scelto dalla tradizione contadina per celebrare il maiale e i doni delle sue carni. Anche il ristorante Al Vèdel e il salumificio storico Podere Cadassa ricordano l’antico rito della “Maialata” con un menu a tema: un omaggio alla cultura contadina e alla storia gastronomica della Food Valley. Appuntamento sabato 30 gennaio a pranzo, nella piccola località di Vedole, alle porte di Colorno, a pochi chilometri da Parma, per assaporare le originali ricette dei nostri nonni, a partire dall’antipasto con ciccioli, cicciolata e salame strolghino, per passare al riso con le verze – il primo piatto della tradizione povera – e culminare con i secondi a base di ossa bollite con le salse, piedi lessati, fegato con la cipolla, salame fritto alla Malvasia, costine lessate e arrostite e il cotechino con purè e zabaione. In chiusura, la tipica ciambella “Busilan” accompagnata da zabaione cotto e per digerire infusi di bacche e caffè.

L’usanza trova le sue origini nella tradizione religiosa della festa di Sant’Antonio che ricade il 17 gennaio. Sant’Antonio è il protettore degli animali domestici e da cortile e patrono di macellai, contadini e allevatori ed è generalmente raffigurato con vicino un maiale, in ricordo del permesso ottenuto dall’ordine degli Antoniani di allevare questi animali all’interno dei centri abitati, perchè dal loro grasso era ricavato un unguento utilizzato come cura contro il “fuoco di Sant’Antonio” (infezione cutanea che genera forte bruciore).

Nella cultura popolare gennaio è così diventato il mese dedicato al maiale, periodo dell’anno che spesso coincide con la macellazione delle sue carni. Nel passato si trattava di una giornata di festa, attesa da tutto il paese che si riuniva nelle cascine con le proprie famiglie per lavorare i salumi da consumare nel corso dell’anno. Con i tagli più pregiati erano realizzati gli insaccati fatti poi stagionare nelle cantine – dal prelibato Culatello al salame Gentile -, mentre gli “scarti” venivano bolliti o macinati per generare nuove pietanze. Un’usanza ancora oggi praticata, dalla quale nascono succulenti piatti. Perché del maiale non si butta proprio niente.

Per info e prenotazioni: Ristorante Al Vèdel – Podere Cadassa, tel. 0521 816169 – info@poderecadassa.it

NEWS / Nuovo look per il Vèdel: restyling in armonia con il territorio

Aspetto rinnovato per il ristorante Al Vèdel. Terminata la pausa estiva, la nuova stagione inizia con una veste esterna che parla di tradizione e territorio. Dopo il restyling del Podere Cadassa, quest’anno la riqualificazione della struttura ha coinvolto il ristorante, creando continuità con il progetto complessivo. Alla base della sistemazione c’è prima di tutto il forte radicamento al territorio, espresso da uno stile “country”, tipico dei rustici della campagna parmense. Il bianco brillante e pulito alle pareti dona luce alla facciata che guarda sulla piccola strada di Vedole, da cui gli avventori accedono, circondati dalle suggestioni dei paesaggi agresti.

Sulla parete esterna spicca con forza la storica insegna, simbolo distintivo del ristorante e garanzia di qualità e accoglienza per i clienti. A fianco dell’ingresso principale, ritroviamo invece il menu stagionale che anticipa la proposta culinaria dello chef. E nella parte più alta della facciata, proprio sotto al tetto, la data da cui tutto ebbe inizio, quel 1780 ben impresso su una tavola di legno, a ricordare la nascita del Vèdel e della passione per la buona cucina che ancora oggi contraddistingue la famiglia Bergonzi.

Ogni dettaglio è stato scelto con cura e conoscenza della storia del luogo. Come le persiane eterne di colore verde, della stessa tonalità delle antiche case padronali della Bassa che richiamano ancora una volta le sfumature della natura che costeggia il fiume Po e che ritorna con forza nelle costruzioni tradizionali del territorio.

 

NEWS / In Francia la norcineria parmense fa scuola

In Francia la cucina italiana fa scuola. Non solo gastronomia, ma anche tradizione della norcineria della Bassa parmense. Nei giorni scorsi, Enrico Bergonzi, proprietario del ristorante Al Vedel e salumificio storico Podere Cadassa, insieme al suo staff, si è infatti recato al Centre de Formation d’Apprentis (Cecof) de l’Ain a Ambérieu-en-Bugey per una speciale lezione di gusto made in Italy.

L’invito è giunto direttamente dall’istituto francese e ha coinvolto gli alunni del Cecof e i ragazzi della scuola Santa Paola di Mantova, presenti in Francia per uno scambio culturale. I giovani francesi e italiani hanno così potuto assistere a un momento di approfondimento sulla preparazione della pasta fresca all’uovo tipica emiliana e sulla realizzazione, secondo il metodo artigianale, dei salumi tipici del parmense, primo fra tutti il pregiato Culatello di Zibello Dop. Un’occasione importante per apprendere non solo le tecniche e i segreti degli chef italiani, ma anche la filosofia e la profonda tradizione che fa della nostra Penisola e della provincia di Parma, un punto di riferimento a livello internazionale del mangiare bene e sano.
«Come Vedel e Podere Cadassa sono ormai più di 15 anni che collaboriamo con l’istituto francese – ha spiegato lo chef Enrico Bergonzi -. Questi incontri sono per me molto importanti per spiegare ai giovani, ma anche ai professionisti del settore Food, la profonda cultura enogastronomica alla base del nostro locale e più in generale della cucina italiana. Un modo per valorizzare e promuovere oltre confine i prodotti tipici e spiegare la lunga lavorazione, spesso necessaria, per realizzare alimenti di elevata qualità, come nel caso del Culatello di Zibello Dop».

La trasferta Oltralpe dello staff del Vedel e Podere Cadassa è stata inoltre l’occasione per fare degustare a importanti chef francesi alcune specialità culinarie di Parma, servite nella cena gourmet che ha preceduta la giornata di formazione. La cena, preparata a più mani dagli chef di Colorno e dagli alunni francesi e italiani, è stato un incontro di sapori italo-francesi, con un’alternanza di piatti preparati dagli chef del Vedel e dagli studenti. Sulle tavole dei commensali si sono così alternate tipicità dei due Paesi, come i Tortelli di erbetta alla Parmigiana o la Torta Duchessa presentati dallo staff del Vedel, senza dimenticare i salumi tipici, fra i quali il re degli insaccati, il Culatello di Zibello Dop 24 mesi, accompagnato da una giardiniera di verdure e da una Piadina artigianale, per degustare al meglio tutti gli aromi del pregiato salume.