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NEWS / Il 30 gennaio a tavola con la “Maialata” e i piatti “poveri”

“Del maiale non si butta via nulla” recita un famoso detto, ispirato dall’antica arte della norcineria che regala alle nostre tavole nobili salumi lavorati a mano.

Ed è proprio gennaio il mese scelto dalla tradizione contadina per celebrare il maiale e i doni delle sue carni. Anche il ristorante Al Vèdel e il salumificio storico Podere Cadassa ricordano l’antico rito della “Maialata” con un menu a tema: un omaggio alla cultura contadina e alla storia gastronomica della Food Valley. Appuntamento sabato 30 gennaio a pranzo, nella piccola località di Vedole, alle porte di Colorno, a pochi chilometri da Parma, per assaporare le originali ricette dei nostri nonni, a partire dall’antipasto con ciccioli, cicciolata e salame strolghino, per passare al riso con le verze – il primo piatto della tradizione povera – e culminare con i secondi a base di ossa bollite con le salse, piedi lessati, fegato con la cipolla, salame fritto alla Malvasia, costine lessate e arrostite e il cotechino con purè e zabaione. In chiusura, la tipica ciambella “Busilan” accompagnata da zabaione cotto e per digerire infusi di bacche e caffè.

L’usanza trova le sue origini nella tradizione religiosa della festa di Sant’Antonio che ricade il 17 gennaio. Sant’Antonio è il protettore degli animali domestici e da cortile e patrono di macellai, contadini e allevatori ed è generalmente raffigurato con vicino un maiale, in ricordo del permesso ottenuto dall’ordine degli Antoniani di allevare questi animali all’interno dei centri abitati, perchè dal loro grasso era ricavato un unguento utilizzato come cura contro il “fuoco di Sant’Antonio” (infezione cutanea che genera forte bruciore).

Nella cultura popolare gennaio è così diventato il mese dedicato al maiale, periodo dell’anno che spesso coincide con la macellazione delle sue carni. Nel passato si trattava di una giornata di festa, attesa da tutto il paese che si riuniva nelle cascine con le proprie famiglie per lavorare i salumi da consumare nel corso dell’anno. Con i tagli più pregiati erano realizzati gli insaccati fatti poi stagionare nelle cantine – dal prelibato Culatello al salame Gentile -, mentre gli “scarti” venivano bolliti o macinati per generare nuove pietanze. Un’usanza ancora oggi praticata, dalla quale nascono succulenti piatti. Perché del maiale non si butta proprio niente.

Per info e prenotazioni: Ristorante Al Vèdel – Podere Cadassa, tel. 0521 816169 – info@poderecadassa.it

NEWS / Nuovo look per il Vèdel: restyling in armonia con il territorio

Aspetto rinnovato per il ristorante Al Vèdel. Terminata la pausa estiva, la nuova stagione inizia con una veste esterna che parla di tradizione e territorio. Dopo il restyling del Podere Cadassa, quest’anno la riqualificazione della struttura ha coinvolto il ristorante, creando continuità con il progetto complessivo. Alla base della sistemazione c’è prima di tutto il forte radicamento al territorio, espresso da uno stile “country”, tipico dei rustici della campagna parmense. Il bianco brillante e pulito alle pareti dona luce alla facciata che guarda sulla piccola strada di Vedole, da cui gli avventori accedono, circondati dalle suggestioni dei paesaggi agresti.

Sulla parete esterna spicca con forza la storica insegna, simbolo distintivo del ristorante e garanzia di qualità e accoglienza per i clienti. A fianco dell’ingresso principale, ritroviamo invece il menu stagionale che anticipa la proposta culinaria dello chef. E nella parte più alta della facciata, proprio sotto al tetto, la data da cui tutto ebbe inizio, quel 1780 ben impresso su una tavola di legno, a ricordare la nascita del Vèdel e della passione per la buona cucina che ancora oggi contraddistingue la famiglia Bergonzi.

Ogni dettaglio è stato scelto con cura e conoscenza della storia del luogo. Come le persiane eterne di colore verde, della stessa tonalità delle antiche case padronali della Bassa che richiamano ancora una volta le sfumature della natura che costeggia il fiume Po e che ritorna con forza nelle costruzioni tradizionali del territorio.

 

NEWS / Gualtiero Marchesi ospite del Podere Cadassa

L’eccellenza della cucina italiana ha fatto visita alla cantina storica di stagionatura del Podere Cadassa. Il Maestro Gualtiero Marchesi, lo chef italiano più famoso al mondo, fondatore di Alma – Scuola internazionale di cucina e Ambassador per Expo Milano 2015, si è concesso, nei giorni scorsi, una visita speciale al nostro Caveau del gusto, accompagnato da alcuni membri dello staff di Alma e da Kimio Nonaga, celebre chef giapponese del “Nihonbashi-Yukari”, uno dei ristoranti più apprezzati dalla casa reale nipponica.

Dopo la cena al ristorante Al Vedel, Marchesi e gli altri ospiti sono stati accompagnati da Marco Pizzigoni alla scoperta della cantina storica del Podere Cadassa, dove sono custoditi circa 7mila Culatelli di Zibello Dop. Nel suggestivo silenzio della cantina naturale, gli ospiti hanno potuto apprezzare i profumi dei salumi tipici della Bassa parmense e conoscere storia, caratteristiche e curiosità di ogni singolo prodotto, frutto del lavoro artigianale dei norcini del Podere Cadassa.

NEWS / Le Maschere Italiane alla Corte di Re Culatello

Un incontro di tradizione e gusto. È quello che è avvenuto domenica 24 maggio nella cantina storica dei Culatelli del Podere Cadassa.

Gli oltre 200 personaggi che hanno animato con il loro folclore Parma e Colorno nel weekend del 23 e 24 maggio, dedicato al raduno delle Maschere italiane, hanno infatti fatto tappa anche alla “Corte dei Salumi” del Podere Cadassa, per una colazione in stile Food Valley. Capitanate dal Dsèvod – la tipica maschera parmigiana -, Arlecchino, Sandrone e gli altri personaggi tipici, prima di recarsi nel Giardino della Reggia Ducale di Colorno, si sono fermate al Podere Cadassa, per assaporare i salumi tipici della Bassa parmense, accompagnati dal Lambrusco locale, oltre a visitare, con il naso all’insù, la cantina storica della famiglia Bergonzi, dove sono custoditi circa 7mila Culatelli di Zibello Dop.

L’iniziativa è stata l’occasione per illustrare agli ospiti le caratteristiche e la storia dell’originale Culatello, grazie all’intervento di Marco Pizzigoni, proprietario del Podere Cadassa e presidente dell’Associazione Antichi Produttori del Culatello e della Spalla Cruda.

NEWS / Il gusto antico del Re dei salumi nella pratica vaschetta

Tempi di vita sempre più frenetici, tendenze alimentari in continua evoluzione, esigenze di consumo diversificate per fasce di popolazione. Davanti a un settore food dinamico come quello attuale, la tradizione enogastronomica non può più rimanere chiusa in se stessa, ma deve essere in grado di aprirsi ai nuovi mercati, senza però rinunciare allaqualità e alla storia delle produzioni tipiche locali. Fondamentale diventa quindi lo strumento dell’innovazione, dal quale non si può più prescindere per valorizzare e promuovere tradizione, storia e cultura di un territorio.

Lo sa bene la famiglia Bergonzi, da sempre depositaria dell’antica arte della norcineria parmense e impegnata da anni nella diffusione sui mercati esteri della cultura del gusto che caratterizza la Food Valley italiana. Proprio in questa direzione guarda anche la novità di inizio 2015: il Culatello di Zibello Dop in vaschetta. Il sapore antico del Re dei salumi incontra così la praticità dall’affettato.

Il vero Culatello di Zibello Dop, certificato dal Consorzio di Tutela, esce dalle storiche cantine di stagionatura del Podere Cadassa per arrivare direttamente sulle tavole dei consumatori, pronto per essere degustato in tutta la sua freschezza e qualità artigianale.
La grafica scelta per le vaschette mostra direttamente il luogo dal quale provengono i Culatelli, con la presentazione del prodotto e dell’azienda. Per un’ulteriore garanzia di qualità del prodotto tipico italiano. Perché il Culatello di Zibello Dop è buono, sano e da oggi anche pratico.