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Percorsi d’acqua, al Vèdel la cena CHIC con Bergonzi, Luppi, Servetto, Censi e Giacomello

Sarà una serata dedicata alla cucina d’acqua, ma anche alla creatività e alla valorizzazione delle materie prime di qualità, quella di martedì 28 maggio al ristorante Al Vèdel, per “Percorsi d’acqua”, la cena a più mani CHIC Charming Italian Chef.

Per l’occasione il patron di casa, lo chef Enrico Bergonzi, avrà il piacere di ospitare, uno al fianco dell’altro, i colleghi Leandro Luppi (ristorante Vecchia Malcesine, di Malcesine – 1 stella michelin), Giorgio Servetto (ristorante Nove, di Alassio) oltre agli chef e amici di Parma, Terry Giacomello (Ristorante Inkiostro – 1 stella michelin) e Davide Censi (Trattoria Antichi Sapori). Una cena arricchita dalla presenza degli chef al centro della sala, per cucinare dal vivo davanti ai commensali, i quali potranno così assaporare ogni istante della serata, osservando il quintetto al lavoro fra profumi, colori e aromi.

La cena guiderà gli ospiti in un percorso dei sapori, fra la cucina di lago, fiume e mare, aprendo le danze con una selezione di finger food e assaggi che vedranno protagonista il pesce, nelle sue diverse interpretazioni, per concludersi con l’elegante dolcezza del dessert.

La giornata CHIC al Vèdel avrà però inizio già a partire dal mattino, quando il ristorante colornese ospiterà il primo In The Kitchen Tour dell’anno, l’appuntamento B2B che coinvolge gli chef in creative jam session, a partire dai prodotti esposti dalle aziende partner. Un’occasione di incontro e scambio fra colleghi e amici, che si cimenteranno ai fornelli in un susseguirsi di abbinamenti e diverse proposte culinarie.

«Sono molto soddisfatto di ospitare i colleghi dell’associazione, far conoscere a tutti loro la nostra realtà familiare e condividere una giornata dedicata all’alta cucina e alla grande creatività – ha commentato lo chef Bergonzi -. Queste iniziative sono un’ottima occasione per riunire la grande famiglia di CHIC, in un ambiente informale e di stimolo per il lavoro di noi ristoratori, spesso chiusi fra le mura della propria cucina. Condivisione, confronto e gioco di squadra sono i valori che da sempre ammiro in CHIC e nei quali mi riconosco e che sono sicuro contraddistingueranno anche la giornata del 28 maggio al Vèdel».

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MENÙ PERCORSI D’ACQUA
Martedì 28 maggio 2019, ore 20

Aperitivo di benvenuto (varie creazioni culinarie preparate direttamente in sala da pranzo, dove gli chef renderanno protagonisti i commensali)

Fiume, Lago e Mare
Ostriche, anguille, gamberi, luccio, seppie, baccalà
e altre primizie d’acqua

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Al tavolo

Antipasto dal Lago
Fake Tomato

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Primo piatto di Fiume
Tubetti Mancini alla Tinca, primizie dell’orto
e olio all’Erba Luigia

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Ricordi di Mare nel secondo piatto
Seppie Porto Santo Spirito e piselli

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Onore al dessert
Sfere di fondente Valrhona
con frutto della passione, cocco e lime

Piccola pasticceria

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VINI IN ABBINAMENTO
Apertivo – Cuvée Novecento 2010 Pas Dosé Contratto
Antipasto – For England Rosé 2014 Pas Dosé Alta langa Contratto
Primo – Langhe Bianco Sauvignon 2015 La Spinetta
Secondo – Barbera d’Alba Gallina 2015 La Spinetta
Dessert – Moscato d’Asti Bricco Quaglia 2018 La Spinetta

Acqua, caffè e vini compresi

Costo a commensale………………………………………………………..………..€ 70,00

Necessaria la prenotazione al numero 0521 816169 o via mail info@alvedel.it

 

San Valentino e lo champagne Bruno Paillard

Se l’appetito vien mangiando, l’amore non è da meno. Soprattutto il 14 febbraio, nella giornata dedicata a tutti gli innamorati, celebrata dal ristorante Al Vèdel con il menù Lei&Lui. Dall’antipasto al dessert, le coppie potranno assaporare alcune specialità della cucina da condividere in un viaggio gastronomico fra territorio e creatività.
I commensali potranno inoltre decidere di scegliere entrambi lo stesso menù, oppure solo uno dei due. Il menù può infine essere arricchito da una bottiglia di Champagne Bruno Paillard per brindisi indimenticabili.

MENÙ SAN VALENTINO 2019
Antipasto
Per Lei: Sformato alla Zucca, fonduta al Parmigiano Reggiano morbido di collina e porcini trifolati con nuvola al Parmigiano Reggiano delle vacche rosse
Per Lui: Piccola tartare di Bue Bianco con crema di patate, uovo in camicia e tartufo nero
Per entrambi: Culatello di Zibello Dop, Spalla cruda di Palasone, salame di Maiale Nero di Parma stagionato

Primo piatto
Scrigno di Parma, ripieno con ravioli al pomodoro candito e crema di Parmigiano Reggiano

Secondo
Filetti di manzo alla Wellington (nostra rivisitazione) su letto di spinacini e salsa profumata al brandy

Dessert
Per Lei: Desirè, dolce con mango e mousse al cioccolato bianco
Per Lui: I Tre Cioccolati. Cremoso al fondente, namelaka al cioccolato bianco e gelato al cacao leggermente speziato

Piccola pasticceria
Caffè

Costo a commensale……………………………………€ 60,00 euro (120,00 euro la coppia)

Con bottiglia Champagne
Bruno Paillard Extra Brut Rosè (Reims) …………………….….…. € 180,00 euro la coppia

Richiesta la prenotazione al numero 0521 816169 o via mail info@alvedel.it

Dalla cantina alla tavola, trionfa il Maiale Nero di Parma

Un’antica tradizione quella della norcineria parmense, capace, ancora oggi, di preservare l’artigianalità delle lavorazioni e di tramandare il sapere di generazione in generazione. Proprio come succede al Podere Cadassa, salumificio storico di Colorno, che dal 1780 prosegue la lavorazione del maiale, insieme a quella della ristorazione con Al Vèdel.

Filiera controllata, nessun utilizzo di chimica e stagionatura lenta in cantina sono i valori tradizionali sui quali si basa l’attività del Podere Cadassa, raccontati durante la serata “I Segreti del Nero di Parma”, con presentazione dei salumi di Maiale Nero – della filiera locale -, avviata da un paio di anni dall’azienda, a partire dal Salame Gentile, realizzato con budello naturale, per arrivare al pregiato Culatello. Un’iniziativa che ha permesso, non solo di degustare le prelibatezze della cantina, ma anche di approfondire l’abilità norcina, con la dimostrazione della legatura dei salumi, ad opera di Luciano Pezzali aiutato dal giovane Federico Anzola e le spiegazioni del professore Ferdinando Gazza, grande conoscitore del Maiale Nero di Parma.

Il Suino Nero è un animale autoctono del parmense, ma praticamente scomparso dopo la metà del 1700 con l’arrivo della Large White, per ritornare a sublimare i palati solo dopo gli anni ’90, quando iniziò un programma di recupero dell’animale, nella sua razza pura. Si tratta di suini allevati all’aperto e alimentati in prevalenza a ghiande, che presentano robustezza e struttura forte, carne saporita e ricca di grasso. Caratteristiche che donano ai diversi tagli morbidezza e dolcezza, come hanno potuto assaporare gli ospiti dell’evento, a partire dall’antipasto, servito direttamente nel caveau del Podere Cadassa, circondati da Culatelli e dall’inconfondibile profumo di cantina naturale. Da una parte i norcini a legare i salumi e dall’altra lo chef patron del Vèdel, Enrico Bergonzi, ad affettare direttamente sul posto Coppa di Parma di 12 mesi, Spalla Cruda di 16 mesi, Salame Gentile di 6 mesi, da assaggiare in purezza, insieme a ciccioli, gola e i finger food di Cialda con sedano rapa, lombo di Maiale Nero, rafano e Polenta con lardo pesto.

La cena è proseguita al tavolo del ristorante, dove lo chef ha voluto rendere omaggio alla carne morbida e succulenta del Maiale Nero, con un tocco di creatività ed eleganza. Ad aprire il menù un delicato Risotto con salame fresco e nuvole di Parmigiano Reggiano, impreziosito da una sfumatura color oro; si è poi passati ai secondi, a base di un perfetto Filetto di Nero cotto a bassa temperatura, con crema di latte e nota acidula di limone e caviale, Costine con emulsione di senape e verdure e la morbida Coppa, cotta sempre a bassa temperatura con cilindro di verdure, a completare il piatto. Finale in dolcezza, con la rivisitazione della Pavlova, nella versione Teod-Lova composta da base in biscotto di mandorle, gelatina al lampone, crema al mango e meringa, servita in sala da tutta la brigata del ristorante.

Applausi finali per un evento dal gusto intenso, realizzato in collaborazione con Bubble’s che ha abbinato le bollicine, rigorosamente italiane, scelte per la cena.

 

L’Emilia e il Mare, cena CHIC a 6 mani con Bergonzi, Censi e Vezzani

Trasferta dall’amico e collega Davide Censi, per il patron del ristorante Al Vèdel, Enrico Bergonzi, fra i protagonisti della cena a sei mani CHIC – Charming Italian Chef, in programma giovedì 18 ottobre. La serata unirà il sapere gastronomico di tre chef molto apprezzati nel panorama ristorativo emiliano: Enrico Bergonzi del Vèdel di Colorno (Pr), Davide Censi della Trattoria Antichi Sapori di Gaione (Pr) e Andrea Incerti Vezzani del Ristorante Cà Matilde (Re), uno a fianco dell’altro per la cena “L’Emilia e il Mare”, dove la cultura gastronomica della pianura incontrerà il pesce, con contaminazioni di sapori e valorizzazioni della materia prima scelta per il menù.

Costo della cena 65€ vini inclusi.

Per informazioni e prenotazioni tel. 0521 648165.

Gli chef Bergonzi, Romani e Rossetti per una sera insieme a Venezia

Ritrovarsi dopo tanto tempo uno al fianco dell’altro, facendo quello che più gli appassiona e accomuna: la cucina parmigiana. È successo a settembre al Ristorante Canova, all’interno del Baglioni Hotel Luna, in piazza San Marco a Venezia, dove attualmente lavora Alberto Rossetti, creativo chef di origini parmigiane che ha invitato i colleghi Enrico Bergonzi, patron del ristorante Al Vèdel e Fabio Romani del ristorante Romani a dare vita, tutti e tre insieme, a una serata gourmet dedicata a Parma, presentando agli ospiti del rinomato locale della Laguna i prodotti tipici e le ricette tradizionali della prima Città creativa per la Gastronomia Unesco in Italia.

Tre chef al Ristorante Canova, un viaggio fra le ricette tradizionali di Parma: è stato questo il titolo scelto per la cena a più mani che ha catturato, in un susseguirsi di tipicità, i palati dei tanti ospiti e turisti, soprattutto stranieri, realizzata anche grazie il prezioso contributo dello chef del Canova, Daniele Zennaro.

Il menu si è aperto con un piccolo benvenuto di scaglie di Parmigiano Reggiano 30 mesi e Strolghino Podere Cadassa per poi passare ai grandi salumi parmensi: Culatello di Zibello Dop e Salame Gentile, sempre del Podere Cadasa e Prosciutto di Parma. Un gioco di sapori proseguito con i Tortelli di erbetta abbinati al Fungo Porcino di Borgotaro Dop e la Rosa di Parma, filetto di carne farcito con Prosciutto crudo e Parmigiano Reggiano, servito con salsa al Tartufo nero. Infine il dessert, rappresentato dal Semifreddo al Nocino, con base croccante di noci e cioccolato.

È nato il Consorzio Parma Quality Restaurants

L’unione fa la forza. Un motto sempre attuale che Parma, città creativa della gastronomia UNESCO, ha fatto suo, in una felice rinascita nel segno della qualità e della progettualità condivisa. Ed è proprio da questi principi che è nato il Parma Quality Restaurants, il primo Consorzio dei ristoratori di città e provincia, presentato ufficialmente lunedì sera, in una serata di Gala che ha richiamato l’attenzione di istituzioni, associazioni, club di prodotto e realtà private, attive nella valorizzazione del sistema Parma.

L’evento si è svolto, non a caso, in ALMA, la Scuola internazionale di cucina italiana con sede a Colorno, luogo di riferimento per l’alta formazione nel campo della ristorazione. La ristorazione come concetto ampio che include cucina, sala e prodotto tipico è, infatti, la chiave di lettura per interpretare il Parma Quality Restaurants, costituito con il chiaro obiettivo di promuovere il grande patrimonio alimentare e dell’ospitalità della città, meta privilegiata del turismo enogastronomico. «La collaborazione con alcuni colleghi ristoratori dura da anni e insieme abbiamo capito che era giunto il momento di dare una forma precisa a questa sinergia, che fosse utile per tutto il sistema» esordisce Enrico Bergonzi, presidente del Parma Quality Restaurants, incalzato dalla brillante Francesca Barberini, conduttrice televisiva, chiamata a presentare la serata. E perché proprio un Consorzio? «Perché è una forma che ci garantisce autonomia e ci permette di parlare con gli altri interlocutori in modo indipendente – precisa Bergonzi -. Stare insieme dà forza a tutti e permette a tutti di crescere. Per questo stasera vi presentiamo, in anteprima, le divise del Parma Quality Restaurants che ci caratterizzeranno nelle nostre uscite come Consorzio».

«Siamo orgogliosi di indossarle e di farci ambasciatori di Parma, perché su queste giacche sono impressi dei marchi, diventati simbolo della qualità di un territorio – continua il presidente del Parma Quality Restaurants -, ci sono quelli dei Consorzi di tutela del Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, Culatello di Zibello e Vini dei Colli e quelli più istituzionali di Città creativa per la gastronomia Unesco e Parma Alimentare, nostri partner, a comunicare con forza la volontà di fare rete e di allargare sempre di più la squadra».

Altro tema che più volte è ritornato nei discorsi di Bergonzi è stato il concetto di ristorazione: «Ci tengo a sottolineare la parola “ristoratori” perché non possiamo fermarci solamente alla figura degli chef, senza considerare il personale di sala. Quello che cerca oggi il cliente e ancora di più nei prossimi anni, è il provare un’esperienza, lo stare bene. E una risposta può arrivare solo unendo, in un’unica realtà, la sala alla cucina».

Grande impulso alla scelta di fare squadra è arrivato con il riconoscimento Unesco «che è stato un momento di svolta per la nostra città, per valorizzare quell’immenso patrimonio enogastronomico, guardato con grande rispetto dall’estero» ricorda Cristiano Casa, assessore al Turismo del Comune di Parma, fra i primi promotori della candidatura ducale.

«La nascita del Parma Quality Restaurants è un forte segnale della volontà di collaborare – precisa Alessandra Foppiano, executive manager di Parma Alimentare -. Salutiamo con entusiasmo il nuovo Consorzio, sentendoci un po’ causa del progetto, perché da anni portiamo molti di questi ristoratori in giro per il mondo ad affiancarci nelle fiere internazionali».

«Alla ristorazione spetta anche il compito della formazione, del creare le opportunità per le nuove generazioni – punta invece l’attenzione Andrea Sinigaglia, general manager di ALMA –, un tema molto importante sul quale il Consorzio può affiancare la Scuola. Vorrei quindi chiedere a questi ambasciatori, di tenere sempre uno spazio aperto per la formazione dei futuri ristoratori».

La serata – con sponsor Ascom, Coppini Arte Olearia e Selecta – è proseguita con aperitivo e cena realizzati dai ristoratori insieme al loro personale di cucina e sala, in un’unica grande brigata contraddistinta dal marchio Parma Quality Restaurants. A rafforzare il legame con il territorio la scelta del menu “km Parma” che ha permesso di degustare le grandi Dop, ma anche le eccellenze di piccoli agricoltori e allevatori locali, presidio di una varietà alimentare che collega la Bassa all’Appennino. Salumi, formaggi, pesce, carni bio, farine e cereali di varietà antiche, composte di frutta e verdura, olio, lumache, gelato gastronomico e dolci verdiani, senza dimenticare i vini di Parma, hanno portato nel piatto l’eccellenza enogastronomica di questa terra.

Programma 2017: Il calendario del Parma Quality Restaurants è già entrato nel vivo con la partecipazione a Cibus Connect al fianco di aziende del settore Food, iniziative contro lo spreco alimentare con il Comune di Parma, spazio ristorante al Gola Gola Festival di Parma dove i membri del PQR proporranno un menu Unesco con gli chef delle Città creative per la gastronomia (ospiti per la prima volta della città), fino ad arrivare alle uscite internazionali di novembre.

Il Parma Quality Restaurants:
Ristorante Al Vèdel (Colorno)
Al Tramezzo (Parma)
Trattoria Il Cortile (Parma)
Podere San Faustino (Fidenza)
Trattoria Antichi Sapori (Gaione)
Trattoria I Du Matt (Parma)
Ristorante Antica Hostaria Tre Ville (Parma)
Ristorante Da Rita (Valditacca)
La Porta a Viarolo (Viarolo)
Ristorante Alle Roncole (Roncole Verdi di Busseto)
Ristorante 12 Monaci (Fontevivo)
Ristorante Unicorno (Monticelli Terme)
Vecchia Fucina (Traversetolo)
Bolle in Pentola (Parma)
Osteria dei Mascalzoni (Parma)
Ristorante Romani (Vicomero)
Giorgione’s (Varano de’ Melegari)
Borgo20 (Parma)
Trattoria del Cacciatore (Frassinara di Sorbolo)

Charming Italian Chef: Enrico Bergonzi è entrato in Chic

Da quest’anno anche Enrico Bergonzi, del ristorante Al Vèdel, è Chic – Charming Italian Chef con l’ingresso ufficiale nell’associazione di professionisti della cucina italiana che vanta oltre 100 iscritti in Italia e nel mondo (8 in Emilia Romagna, di cui 3 a Parma), con una cinquantina di stelle Michelin.

L’associazione si è da poca riunita nell’annuale congresso con la presentazione della Guida 2017-18, dei nuovi membri e delle prossime iniziative che vedranno impegnati i cuochi e gli altri professionisti Chic in cene a più mani, valorizzazione della sostenibilità e della tradizione alimentare made in Italy. Charming Italian Chef è nata nel 2009 con l’obiettivo di promuovere la creatività che da sempre contraddistingue la cucina italiana, nel rispetto della tradizione alimentare e della qualità delle materie prime.

In pochi anni, l’associazione, presieduta dallo stellato Paolo Barrale del Marennà di Sorbo Serbico e diretta da Raffaele Geminiani, è cresciuta, diventando una delle più autorevoli del settore e piattaforma per lo scambio di esperienze e interazione continua fra i soci, nel segno della ristorazione di alto livello. L’iscrizione non è immediata, ma occorre dimostrare di avere una specifica formazione e un percorso professionale di comprovato spessore, ai quali si uniscono estro culinario nell’interpretare il grande patrimonio di prodotti e tradizioni italiane.

NEWS / Parma Quality Restaurants: Bergonzi presidente del Consorzio

I ristoratori di Parma fanno squadra e uniscono le forze nel segno della qualità e della tipicità made in Food Valley. Si fonda su questi valori il Parma Quality Restaurants, il primo Consorzio dei ristoratori del territorio, nato dalla volontà diretta dei protagonisti della cucina locale e sostenuto fin dall’inizio da Ascom.

«Parma non è solo un elenco di cuochi, ma un sistema di alta ristorazione a 360 gradi – racconta Enrico Bergonzi, presidente di Parma Quality Restaurants -. Questo significa che non possiamo continuare a parlare esclusivamente di chef e cucina, ma è arrivato il momento di ampliare lo sguardo, ponendo l’attenzione su aspetti altrettanto fondamentali, come la sala, l’ospitalità e il prodotto tipico. Il Consorzio nasce proprio come strumento per valorizzare questo grande patrimonio che fa di Parma e di tutto il suo territorio, un’eccellenza a livello internazionale».

La neonata realtà è stata presentata ufficialmente al pubblico e alla stampa nel corso delle celebrazioni per il primo compleanno di Parma Città Creativa della Gastronomia Unesco, con una grande festa di piazza l’11 dicembre, fatta di video proiezioni, giochi di luci sui palazzi storici, musica e un ricco buffet offerto a tutti i passanti.

«Il Consorzio rappresenta il traguardo naturale di un discorso nato tempo fa con un gruppo di colleghi e amici e che si è progressivamente rafforzato con il riconoscimento Unesco di Città Creativa della Gastronomia – spiega Bergonzi -. Parma, la prima città italiana a ottenere questo titolo, non poteva più permettersi di muoversi in modo disconnesso, ognuno in base ai propri interessi, ma era arrivato il momento di fare squadra, di concretizzare quel “Sistema Parma” di cui tanto si parla. Mettersi insieme e unire le forze si è dimostrato indispensabile, perché solo così possiamo migliore tutti e offrire una qualità sempre maggiore e trasversale ai tanti turisti e viaggiatori del gusto che scelgono di visitare la nostra provincia».

Il Consorzio nasce con uno spirito fortemente inclusivo, dove a fianco della cucina tradizionale si pone quella creativa, a fianco dell’osteria il ristorante rinomato: l’importante è che ciò avvenga nel rispetto del territorio e delle sue materie prime. Inizialmente il progetto è stato promosso da una ventina di ristoratori, per dare, in tempi rapidi, una forma legale al Consorzio e dei contenuti ben chiari, poi da gennaio si inizierà a crescere, accogliendo il maggior numero di membri che condivideranno i valori del fare squadra con iniziative comuni dentro e fuori i confini locali.

NEWS / A Stoccolma si pranza con il Culatello del Podere Cadassa

Mancini, Montanari e Pappa Grappa. Tre locali storici nel cuore della Svezia che parlano italiano e di cucina di qualità. Ricerca, professionalità e cura della proposta culinaria sono i tratti distintivi dei tre ristoranti che hanno ospitato lo chef patron del Vedel Enrico Bergonzi e la moglie, Edgarda Meldi, impegnati nei giorni scorsi in un tour del gusto scandinavo, per presentare ai palati del Nord Europa i salumi artigianali del Podere Cadassa.

Affiancanti dall’imprenditore Antonio Sanchez, Bergonzi e la moglie hanno fatto visita ai tre rinomati locali di Stoccolma e Norrkoping che per l’occasione hanno proposto ai propri clienti degustazioni dell’originale Culatello di Zibello Dop e degli altri salumi tipici del Podere Cadassa. La presenza dello chef Bergonzi è stata anche l’occasione per realizzare, a più mani, menu dedicati alla cultura enogastronomica italiana, con la creazione di ricette tipiche, come i tortelli d’erbetta, abbinate a vini della Food Valley.

«Sono stati giorni intensi, ma molto interessanti e ricchi di soddisfazioni – ha commentato lo chef Bergonzi -. Per noi è molto importante conoscere i ristoratori e i professionisti dei vari Paesi che scelgono i salumi del Podere Cadassa. Questi viaggi ci permettono di spiegare da vicino come nascono i nostri prodotti e più in generale, quali sono i valori e la tradizione della norcineria parmense. Inoltre, la possibilità di assaggiare nuovi piatti e collaborare con altri chef è un aspetto fondamentare per qualsiasi cuoco, perché crea stimoli sempre nuovi, con i quali accrescere il proprio background gastronomico».

NEWS / In Francia la norcineria parmense fa scuola

In Francia la cucina italiana fa scuola. Non solo gastronomia, ma anche tradizione della norcineria della Bassa parmense. Nei giorni scorsi, Enrico Bergonzi, proprietario del ristorante Al Vedel e salumificio storico Podere Cadassa, insieme al suo staff, si è infatti recato al Centre de Formation d’Apprentis (Cecof) de l’Ain a Ambérieu-en-Bugey per una speciale lezione di gusto made in Italy.

L’invito è giunto direttamente dall’istituto francese e ha coinvolto gli alunni del Cecof e i ragazzi della scuola Santa Paola di Mantova, presenti in Francia per uno scambio culturale. I giovani francesi e italiani hanno così potuto assistere a un momento di approfondimento sulla preparazione della pasta fresca all’uovo tipica emiliana e sulla realizzazione, secondo il metodo artigianale, dei salumi tipici del parmense, primo fra tutti il pregiato Culatello di Zibello Dop. Un’occasione importante per apprendere non solo le tecniche e i segreti degli chef italiani, ma anche la filosofia e la profonda tradizione che fa della nostra Penisola e della provincia di Parma, un punto di riferimento a livello internazionale del mangiare bene e sano.
«Come Vedel e Podere Cadassa sono ormai più di 15 anni che collaboriamo con l’istituto francese – ha spiegato lo chef Enrico Bergonzi -. Questi incontri sono per me molto importanti per spiegare ai giovani, ma anche ai professionisti del settore Food, la profonda cultura enogastronomica alla base del nostro locale e più in generale della cucina italiana. Un modo per valorizzare e promuovere oltre confine i prodotti tipici e spiegare la lunga lavorazione, spesso necessaria, per realizzare alimenti di elevata qualità, come nel caso del Culatello di Zibello Dop».

La trasferta Oltralpe dello staff del Vedel e Podere Cadassa è stata inoltre l’occasione per fare degustare a importanti chef francesi alcune specialità culinarie di Parma, servite nella cena gourmet che ha preceduta la giornata di formazione. La cena, preparata a più mani dagli chef di Colorno e dagli alunni francesi e italiani, è stato un incontro di sapori italo-francesi, con un’alternanza di piatti preparati dagli chef del Vedel e dagli studenti. Sulle tavole dei commensali si sono così alternate tipicità dei due Paesi, come i Tortelli di erbetta alla Parmigiana o la Torta Duchessa presentati dallo staff del Vedel, senza dimenticare i salumi tipici, fra i quali il re degli insaccati, il Culatello di Zibello Dop 24 mesi, accompagnato da una giardiniera di verdure e da una Piadina artigianale, per degustare al meglio tutti gli aromi del pregiato salume.