Una preparazione naturale, lenta e accurata precede dunque il momento
del consumo, un rito i cui svolgimenti possono essere così
sintetizzati: si prende il culatello, lo si libera delle corde che
lo ravvolgono, lo si mette sotto l'acqua corrente del rubinetto
e lo si spazzola con cura. A questo punto va immerso in un recipiente
contenente del vino bianco secco o rosso. Qui dovrebbe stare tanti
giorni a seconda della stagionatura, ma di norma si può fissare
in 2 o 3 giorni il tempo medio di immersione. Una volta tolto dal
vino, il culatello viene privato della pelle, rifilato perfettamente
del grasso esterno, tagliato a fette sottili e, se si presenta troppo
asciutto, accompagnato da riccioli di burro fresco. Una volta tagliato
è consigliabile consumarlo in tempi brevi. Per conservare
il culatello, si spalma con un velo di burro la parte tagliata e
si avvolge il culatello con uno strofinaccio di lino imbevuto di
vino bianco, avendo cura di tenerlo in un luogo fresco, ma non in
frigorifero. Il Culatello di Zibello è stato insignito del
marchio di Denominazione di Origine Protetta DOP della Comunità
Europea.
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